Uno dei territori più affascinanti della Sardegna costretto a separarsi dal proprio Comune di appartenenza a causa del prolungato e inaccettabile disinteresse da parte delle amministrazioni comunali di Alghero che si sono succedute negli anni.

Ho un sogno (28 Agosto 1963 - Martin Luther King) Riadattato


Sono orgoglioso di unirmi a voi oggi in quella che passerà alla storia come la piú grande manifestazione per la civiltà del nostro territorio.

Siamo venuti qui oggi a denunciare una condizione vergognosa. Quando gli amministratori comunali di Alghero vennero a prendere i voti dalle nostre borgate, stavano firmando una cambiale di cui ogni candidato era garante. Questa cambiale era la promessa che tutti gli abitanti del Comune di Alghero avrebbero avuto garantiti i diritti inalienabili alla vita, alla libertà, alla civiltà e al perseguimento della felicità.

È ovvio oggi che Alghero è venuta meno a questa promessa per quanto riguarda i suoi cittadini della Bonifica, ora e con le amministrazioni precedenti. Invece di onorare gli impegni presi, Alghero ha dato alla gente della Bonifica  un assegno a vuoto; un assegno che è tornato indietro con il timbro "Fondi insufficienti" o "Mancanza di volontà politica". Però noi ci rifiutiamo di credere che la Banca della Giustizia sia fallita. Ci rifiutiamo di credere che non ci siano fondi sufficienti nelle grandi casseforti dell'opportunità di questo Comune. E allora siamo venuti a incassare quest'assegno, l'assegno che ci darà a richiesta le ricchezze della libertà, la sicurezza della giustizia e la certezza di un futuro migliore.

Inoltre abbiamo creato questo luogo virtuale per ricordare all'amministrazione comunale di Alghero l'urgenza impetuosa del momento presente. Questo non è il momento di raffreddarsi o prendere i tranquillanti della gradualità. Ora è il momento di realizzare le promesse mai mantenute; ora è il momento di uscire dall'oscura e desolata valle degli interessi personali e dirigersi verso il cammino illuminato della giustizia; ora è il momento di tirar fuori la Bonifica di Alghero dalle sabbie mobili dell'ingiustizia sul terreno solido della fraternità; ora è il momento di fare della giustizia una realtà per tutti i figli di Dio. Sarebbe fatale per Alghero passar sopra all'urgenza di questo momento. Questo periodo  soffocante per il malcontento legittimo della Bonifica non terminerà fino a quando non verrà una primavera vigorosa di libertà e uguaglianza.

Il 2013 non è una fine, ma un principio. E coloro che speravano che gli abitanti della Bonifica avessero bisogno di sfogarsi per essere contenti, avranno un duro risveglio se Alghero ritornerà alle solite false promesse. Il turbine della ribellione continuerà a scuotere le basi delle nostre comunità fino a che non sorgerà il giorno splendente della giustizia e dello sviluppo.

Ci sono coloro che si stanno chiedendo, "Quando sarete soddisfatti?" Non potremo essere soddisfatti finché il nostro territorio non avrà la giusta collocazione tra le perle più belle d'Europa. Non potremo essere soddisfatti fintanto che le nostre strade non saranno sistemate e i servizi essenziali forniti. Non potremo essere soddisfatti finché la fortuna dell'abitare in questa zona non si tradurrà in reale sviluppo e benessere per tutti e non per pochi. 

Sono ben consapevole che alcuni di voi stanno leggendo dopo aver attraversato grandi dolori e tribolazioni. Alcuni di voi sono venuti da luoghi dove la ricerca della giustizia e della felicità li ha lasciati colpiti dalla tormenta dell'iniquità e il malaffare algherese. 

Per cui vi dico, amici miei, che anche se affronteremo le difficoltà di oggi e di domani, ancora io ho un sogno. È un sogno profondamente radicato tra di noi, che un giorno questo territorio si solleverà e vivrà nel vero suo ruolo di protagonista della Sardegna. Io sogno che nella terra della Bonifica, i figli di quelli che erano contadini ritorneranno dal continente per vivere lavorando dignitosamente nel nostro territorio. Sogno che le terre non saranno più svendute, sogno una cultura di servizio verso i cittadini da parte di chi ha il privilegio di amministrare. Io sogno che i miei quattro figli piccoli un giorno vivranno in un Comune che si prenda cura di loro.

Oggi ho un sogno!

Sogno che il Comune di Alghero apra gli occhi sulle potenzialità della Bonifica e venga incontro nell'immediato all'urlo di dolore da parte dei cittadini residenti.

Questa è la nostra speranza. Questa è la fede con cui ci presentiamo all'amministrazione comunale di Alghero e alla Regione Sardegna. Con questa fede potremo tagliare una pietra di speranza dalla montagna della disperazione.  Con questa fede potremo lavorare insieme, lottare insieme, sollevarci insieme per la libertà e per lo sviluppo, sapendo che un giorno saremo liberi, e questo è il giorno. Il mio paese è tuo, dolce terra di libertà, di te io canto. Terra dove è morto mio padre, terra orgoglio del pellegrino, da ogni lato della montagna facciamo risuonare la libertà. E se Alghero sarà un grande Comune, questo si deve avverare immediatamente.

E se Alghero non sarà in grado di sognare, allora nascerà il nuovo Comune di Porto Conte.