Uno dei territori più affascinanti della Sardegna costretto a separarsi dal proprio Comune di appartenenza a causa del prolungato e inaccettabile disinteresse da parte delle amministrazioni comunali di Alghero che si sono succedute negli anni.

Ultima mano tesa per Alghero

Porto Conte non è solo quella sagoma lontana da mirare dai bastioni al tramonto sorseggiando un aperitivo. Il Comitato Rinascita della Bonifica avverte il Comune di Alghero.

E' stato protocollato questa mattina presso gli uffici a Sant'Anna l'ultimo atto della vicenda inerente le profonde ingiustizie che vivono i residenti dei territori di Porto Conte. Due fitte pagine, indirizzate al sindaco, agli assessori e ai consiglieri comunali dove si evince la determinazione del Comitato Rinascita della Bonifica nel vedersi riconosciu
ti i diritti di cittadini, con o senza Alghero quale interlocutore istituzionale. 

E'stata richiesta la costituzione di un tavolo tecnico urgente per la risoluzione dei problemi, da affrontare uno a uno, con concretezza e rapidità. 

Questa la lettera integrale del Comitato:

Spett. Comune di Alghero
c.a. Sindaco 
c.a. Assessori
c.a. Consiglieri comunali

Maristella, 21/07/2014

Gentili Signori,

buongiorno dal Comitato Rinascita della Bonifica, il gruppo di cittadini che, supportato dalle centinaia di firme dei residenti del territorio, sta portando avanti presso gli uffici regionali l'istanza di separazione di Porto Conte da Alghero.

I motivi della richiesta di separazione sono palesi: Porto Conte è abbandonato, le amministrazioni egoiste e centraliste hanno sempre pensato di prendere dal nostro territorio, senza dare il giusto in cambio. Tutto questo è inspiegabile, insostenibile e non più tollerabile.

Alghero è il nono Comune più esteso della Sardegna e il secondo più popoloso tra i più estesi. La gestione di un territorio così ampio non è mai stata e non è semplice per l'amministrazione algherese tanto che, la zona di Porto Conte, da decenni è dimenticata. 

Ad oggi, di fatto, siamo una delle zone a più alto potenziale di sviluppo sostenibile ma tra le più povere di infrastrutture e servizi di tutta la costa sarda. Questo significa migliaia di posti di lavoro mancati nell'agricoltura e nel turismo. Posti di lavoro per Alghero dei quali anche i residenti in città dovrebbero chiedere conto alla politica locale. Anziché essere uno dei maggiori attrattori di lavoro della Sardegna nord occidentale, i nostri giovani emigrano, gli anziani svendono le terre e chi resta soffre di una condizione di vergognoso abbandono. Il PPR di Soru, al quale le amministrazioni algheresi non hanno risposto con un serio PUC, ha poi dato il colpo di grazia.

Confermiamo la nostra intenzione di confrontarci con l'attuale amministrazione in incontri risolutivi delle problematiche che ci attanagliano al fine di evitare la scissione. Purtroppo però siamo pessimisti. I fatti dimostrano che siamo stati e siamo tuttora un peso per le amministrazioni di Alghero che ci negano da decenni anche servizi di base essenziali: il diritto alla casa, agli investimenti in attività produttive, alla toponomastica, all'illuminazione, alla raccolta differenziata e molto altro. Tutti punti semplicemente risolvibili per la stragrande maggioranza dei comuni, ma non per Alghero. Esigenze risolvibili per quella piccola amministrazione, snella ed efficiente, che sarebbe possibile con l'istituzione del nuovo Comune di Porto Conte, supportata dagli elevati introiti che il nostro territorio genera ogni anno.

La situazione è talmente paradossale che pare che le amministrazioni ad Alghero abbiano stretto un patto con il diavolo pur di mantenerci al Medioevo. Che delusione vedere i consiglieri comunali cercare di trovare il modo di bloccare l'iter di costituzione del nuovo Comune anziché cercare in tutti i modi di ricucire il rapporto perduto con i propri concittadini, impegnandosi a risolvere le cause del profondo disagio.

Le nostre comunità si stanno disgregando sotto il peso di un PUC che chissà quando arriverà e di una pianificazione territoriale assente: per Alghero non c'è fretta mentre per noi, invece, ora è questione di sopravvivenza. Le famiglie si spezzano, la zona viene abbandonata e monta una rabbia il cui corso sarà difficile da prevedere.

Capiamo che il nostro territorio non è in mano, per fortuna, ai grandi costruttori e speculatori di Alghero, ma, non per questo, deve essere trascurato, anzi, dovrebbe essere questo il motivo per distribuire le opportunità equamente.

Invitiamo il Comune di Alghero al senso di responsabilità e al rispetto del ruolo che ciascuno dei consiglieri ha assunto in rappresentanza dei cittadini. Cittadini che, per il territorio di Porto Conte, hanno fatto la loro scelta. Siamo sempre stati trattati come residenti di serie B, le nostre richieste sono sempre rimaste inascoltate. Tutto questo è indipendente dall'attuale crisi economica, stiamo parlando di decenni di assenza ingiustificata da parte delle istituzioni. La città è ora sommersa da debiti che senza alcun dubbio non abbiamo contribuito a creare vista la mancanza di investimenti nei nostri confronti da parte dell'amministrazione centralista. Per quanto ci riguarda, il principio di uguaglianza tra i cittadini è stato non solo calpestato ma anche preso a calci quand'era già cadavere. Ci avete trascinati in un abisso per il quale non abbiamo colpe.

Per questi motivi sarà ora semplice dimostrare al mondo la fondatezza delle nostre richieste. Le violazioni dei diritti sono talmente palesi che solo l'imbarazzo dovrebbe essere l'emozione che pervade il consiglio comunale di Alghero in questo momento.

Ricordiamo a chiunque pensasse di archiviare l'iter in corso come un gioco, che si sta sbagliando. Si sta sbagliando perché la protesta è solo all'inizio. Non è difficile immaginare le problematiche che possono sorgere in un territorio che da una parte conta le maggiori attrazioni naturalistiche e contribuisce in modo significativo alle finanze cittadine e dall'altra è strangolato da amministrazioni egoiste che faticano a vedere oltre il ponte di Fertilia. Qualcuno ha ben detto che Alghero è il parassita di Porto Conte e che Porto Conte muore tutti i giorni, ignorato in continuazione da una politica miope che non lascia immotivatamente spazio ai sogni dei propri giovani cittadini.

Noi non vediamo danno ma opportunità nel rendere Porto Conte una potenza naturalistica fornita di tutti i servizi necessari. Partiamo con dei presupposti che ci rendono più attrattivi del Chianti toscano.

Porto Conte non è solo quella sagoma lontana da mirare dai bastioni al tramonto sorseggiando un aperitivo. Porto Conte è anche persone, famiglie, vite, speranze, sogni.

Il Comitato Rinascita della Bonifica persegue e perseguirà tutte le strade legittime per affermare i diritti della popolazione di Porto Conte, spronati anche dalle numerose dimostrazioni di solidarietà che ci giungono dai nostri concittadini di Alghero.

Se la politica locale non riuscirà a comprendere le potenzialità di Porto Conte e le esigenze dei residenti intervenendo immediatamente, il territorio di fatto abbandonerà Alghero come di fatto Alghero ha abbandonato il territorio. Abbiamo tutti gli strumenti legali per poterlo fare, attraverso questa pratica o con un'altra già avviata. E' solo questione di tempo.

Basta tavoli di discussione, basta chiacchiere al vento. A cosa serve un consiglio comunale aperto? Cercate negli archivi del Comune le nostre centinaia di istanze di questi decenni oppure visitate il nostro sito www.comunediportoconte.com per rendervi conto della situazione.

Sì invece ai tavoli di azione concreta e immediata. Le pratiche di separazione dal Comune di Alghero proseguiranno. Nel frattempo, l'amministrazione di Alghero potrà fare molto per riallinearci alla città in merito ai nostri diritti di cittadini e valorizzarci come meritiamo. Oppure potrà non fare nulla per strapparci dal Medioevo nel quale siamo stati lasciati. A voi la scelta che deciderà il destino di Porto Conte, con o senza Alghero.